Sono Osteopata D.O. iscritto al ROI.
Il mio lavoro nasce dall’incontro tra osteopatia, voce, respiro e movimento.
Aiuto le persone a ridurre tensioni muscolo-scheletriche e disfunzioni legate alla respirazione e alla voce, osservando il corpo come un sistema unico e interconnesso.
Il mio percorso nasce nel mondo teatrale.
Mi formo presso il Centro Universitario Teatrale (CUT) di Perugia (2005), proseguo con il diploma all’Accademia Corrado Pani di Roma (2008) diretta da Pino Insegno, e completo la mia formazione nel 2011 presso l’Accademia Teatrale M.U.M.O.S., diretta da Gastone Moschin, Marzia Ubaldi ed Emanuela Moschin.
Il teatro mi ha insegnato una cosa fondamentale:
la voce non è mai separata dal corpo e dal respiro.
Da sempre interessato alle medicine complementari e ai percorsi interiori, mi avvicino allo yoga in giovane età.
Nel 2009 inizio lo studio delle tecniche di massaggio, passando dalle metodiche occidentali a quelle orientali.
Nel 2011 mi diplomo in:
Nello stesso periodo inizio a insegnare Hatha Yoga.
Nel 2012 incontro lo Yoga Odaka Contemporaneo, esperienza che segna profondamente il mio approccio al movimento.
Nel 2013 ottengo la qualifica di Istruttore Yoga 200h (Yoga Alliance / European Yoga Federation / C.U.I.D.Y.).
Approfondisco poi il Pilates e nel 2016 mi diplomo in Anusara Yoga e Yin Yoga, integrando sempre di più lavoro strutturale, respirazione e consapevolezza corporea.
Nel corso degli anni mi specializzo anche in:
Nel 2021 divento formatore di Pilates e Yoga per la Federazione Italiana Pilates.
Nel 2023 mi diplomo in Massofisioterapia e successivamente in Osteopatia.
Oggi continuo il mio percorso in Naturopatia.
Oggi il mio lavoro si concentra sull’interazione tra:
In particolare, mi occupo di persone che presentano:
Non considero il corpo come un insieme di parti separate.
Considero il corpo come un sistema unico in cui postura, respiro ed espressione vocale si influenzano continuamente.
Il mio obiettivo è accompagnare la persona a ritrovare funzionalità, fluidità e equilibrio, non solo riducendo il sintomo, ma osservando ciò che lo genera.